Veloz arriva e Amantino Mancini va

Amantino ManciniMancini e la Roma, qualcosa si muove. Lunedì prossimo, infatti, arriverà nella capitale Gilmar Veloz. Il procuratore del brasiliano domenica sarà in Italia per seguire da vicino l’altro suo assistito, Pato, e con l’occasione sbarcherà a Roma. Per incontrarsi con Mancini, ma non è escluso che possa esserci un incontro anche con la dirigenza giallorossa per decidere del futuro di Amantino. Se l’incontro con la dirigenza romanista dovesse saltare, sarebbe un ulteriore segnale di rottura tra le parti, che non si sentono da mesi. Il futuro di Mancini si annuncia comunque lontano dalla capitale, perché il brasiliano in questi giorni ha maturato la decisione di andare via, subito o al massimo a giugno. Dove? In Spagna, Francia o Inghilterra, basta che la sua nuova destinazione sia di prima fascia. Andrebbero bene, insomma, sia il Lione sia il Liverpool, che si erano già fatte vive l’estate scorsa, ma anche il Manchester City di Eriksson, che è uscito allo scoperto negli ultimi giorni con una vera e propria dichiarazione d’amore nei confronti del giocatore, paragonato addirittura a Cristiano Ronaldo. Tutte società, queste, disposte a garantirgli anche uno stipendio da top player, come lui vuole. Sicuramente più dei due milioni e mezzo di euro netti a stagione (esclusi i premi), che gli ha offerto la Roma. Cifra non bassa in assoluto, ma che Mancini non reputa adeguata a un giocatore del suo livello. E poi il brasiliano (e il suo procuratore) non hanno dimenticato una vecchia promessa di adeguamento fatta dalla società, risalente alla stagione 2004-2005. Promessa che non è stata mai mantenuta. Questo dirà Veloz quando incontrerà i dirigenti giallorossi, e a quel punto la rottura sarà totale e definitiva.
    Nell’ultimo periodo Mancini, che ha sempre detto di voler rimanere in giallorosso e che proprio per questo motivo ha avuto dei contrasti anche pesanti con Veloz, ha infatti capito che la sua avventura con la Roma è arrivata al capolinea. Le voci di mercato che lo hanno visto protagonista in questi giorni e la reazione che hanno avuto la piazza (e la società) alla sua possibile cessione lo hanno convinto che per Roma e per la Roma non è più considerato un giocatore importante. O almeno, non importante come lo era fino a qualche tempo fa. Il brasiliano sa che se oggi dovesse arrivare a Trigoria la stessa offerta, poco più di 20 milioni di euro, arrivata negli ultimi giorni del mercato estivo, la società difficilmente direbbe di no come ha fatto con il Lione. Mancini, che ha comprato casa a Roma e che ha intenzione di vivere per sempre qui anche dopo la fine della sua carriera, si sente tradito dalla società e scaricato da una parte del pubblico. Si sente trattato come Cassano e Chivu, giocatori che sono stati portati a scadenza di contratto e poi venduti.
    A questo punto la Roma, che non offrirà più soldi di quelli che ha già offerto, ha davanti a sé due possibilità. Cedere il giocatore fin da subito o aspettare giugno, con il rischio però di perderlo a pochi milioni di euro con la clausola Fifa se il giocatore decidesse di accettare un’offerta dall’estero. La prima ipotesi è poco percorribile, anche se la Roma ci ha pensato, soprattutto perché il mercato offre pochi sostituti all’altezza. La strada che portava a Robben si è interrotta subito. L’olandese a Madrid è considerato un vero e proprio flop: arrivato dal Chelsea per 36 milioni, non ha convinto nessuno. Il Real, in virtù dei buoni rapporti che ci sono tra le due società dopo le trattative per Chivu e per Cicinho, lo avrebbe anche fatto partire in prestito. Un accordo tra le due società era stato trovato ma il giocatore si è opposto perché aveva paura che un nuovo trasferimento (e quindi un nuovo periodo di ambientamento in una squadra come la Roma) gli avrebbe fatto perdere il posto per gli Europei. L’elevato ingaggio, 4 milioni a stagione, ha fatto il resto. La seconda strada porta a Di Natale, ma l’Udinese a gennaio con tutta probabilità non lo cederebbe nemmeno se la Roma si presentasse col valigione pieno di soldi. La cosa certa, comunque, è che la questione-Mancini deve essere risolta il prima possibile. Anche perché non conviene a nessuno che Mancini rimanga a Roma contro la sua volontà.

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Da Ilromanista.it