“Roma resta unita, ti rilanceremo”

Rassegna Stampa | CorSport | Ieri c’è stato l’incontro a Trigoria tra il numero due di Unicredit, il dottor Paolo Fiorentino, e i giocatori, sotto gli occhi anche di Rosella Sensi.

Il messaggio che Unicredit ha voluto lanciare è quello che una società esiste, ed entro 30 giorni arriverà una proprietà che ha come obiettivo vincere.

Un banchiere a Trigoria. Anzi, di più. Nel­lo spogliatoio della Roma, Totti e compagni davan­ti, la dottoressa Rosella Sensi e i dirigenti al fian­co, parlando di presente e futuro. Un inedito asso­luto, roba da libro di storia. Programmato da Uni­credit ancora prima dei tre schiaffi rimediati dal­la squadra in Champions, per pro­vare a vedere l’effetto che fa in un momento di complessa transizione, un nuovo proprietario alle porte, ma un presente tra dubbi, incertezze, veleni, un ambiente che definire ar­rabbiato è un eufemismo. Risultato? Tutto rimane come prima, per ora.

ARRIVO – Il dottor Paolo Fiorentino, numero due di Unicredit, è sbarcato a Fiumicino a mezzogiorno, proveniente da Milano, berlinone ad attenderlo. Neppure trenta minuti dopo si è pre­sentato davanti ai cancelli del centro sportivo gial­lorosso dove alcune decine di tifosi stavano mani­festando un certo disappunto nei confronti di squa­dra, allenatore, società (chissà un banchiere che avrà pensato). Saluti, presentazioni, abiti da ceri­monia, sorrisi più o meno di circostanza, poi subi­to un incontro a quattr’occhi con la dottoressa Ro­sella Sensi, arrivata alle undici a Trigoria, visto che un’ora dopo era fissato il Cda ordinario della Roma (qualcuno lo ha definito agitato). E’ stato un colloquio prolungato quello tra il dottor Fiorenti­no e il presidente della Roma (parrebbe anche con qualche tono concitato), colloquio in cui la dotto­ressa Sensi avrebbe ribadito il suo punto di vista sulla cessione della società. Un punto di vista che non è quello di Unicredit, perché la Roma sareb­be stata venduta a una cifra troppo bassa al grup­po americano capeggiato da Tom DiBenedetto.

INCONTRO – Concluso l’incontro al vertice, il dottor Fiorentino, accompagnato dalla dottoressa Sensi, si è diretto verso gli spogliatoi di Trigoria. Per in­contrare tecnico, giocatori, Conti, Montali, Pradè, Tempestilli. Dopo aver salutato Totti, rassicurato Cassetti e Perrotta sui loro contratti (entrambi in scadenza il prossimo trenta giugno) e fatto i com­plimenti a Menez per il gol realizzato allo Sha­khtar, ha parlato a Ranieri e ai suoi discepoli (mi­ca tanto per la verità). Non è stato un incontro pro­lungato, una ventina di minuti, voluto per trasmet­tere al gruppo il concetto che esiste una proprietà e che ci sarà ancora pure quando arriveranno gli ameri­cani. Ha provato a dare certezze e risposte. A partire dal nuovo asset­to societario,entro trenta giorni ci sarà una nuova proprietà e sarà una proprietà che vuole vincere.

Proseguendo con la fiducia accor­data all’allenatore, Ranieri è il vo­stro capo, seguitelo,una conferma che poi dovrà essere certificata nel prossimo futuro, nel senso che già una nuova sconfitta a Genova potrebbe ri­mettere tutto in discussione. Concludendo con un invito a inseguire tutti gli obiettivi stagionali,fate gruppo, state sereni, non mollate, si possono rag­giungere alcuni traguardi, è importante centrare la qualificazione per la prossima Champions an­che per un fattore economico, ma questo non è de­cisivo per l’arrivo di una nuova proprietà.

Pare pure che il dottor Fiorentino abbia spiegato a gran­di linee il progetto del gruppo americano destina­to ad assumere la proprietà della Roma, aggiun­gendo anche come a garanzia di tutto questo con­tinuerà a esserci la presenza di Unicredit come partner di minoranza. Dopo lo sciogliete le righe nei confronti dei giocatori, il dottor Fiorentino è ri­masto a Trigoria, altre chiacchierate con i dirigen­ti, in parte al ristorante del centro sportivo roma­nista dove i protagonisti hanno consumato un ve­loce brunch (pare che oggi pranzo si dica così, mah). Qualche minuto prima delle sedici, il mas­simo dirigente di Unicredit ha lasciato Trigoria di­rigendosi di nuovo all’aeroporto da dove è riparti­to alla volta di Milano.

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