Che la ragione prevalga sull’istinto

Quanto è bello essere romanisti lo capisci in queste ore, l’ansia e la paura di attendere la fine del calcio mercato ci fa “litigare”(per modo di dire) ad alcuni fa salire una sorta di nervosismo da prendere a parole chiunque fa parte dell’AS Roma ma proprio tutti società,allenatore,squadra e redattori compresi ma questo è amore allo stato puro, è sentimento verso qualcosa di cui andiamo orgogliosi, noi che sappiamo essere razionali e poco istintivi ma anche quelli che non lo so per natura o per brutte esperienze che si difendono dietro una polemica o dietro un vibrante scetticismo attendono le sorti di un mercato di aspettativa ma anche di opportunismo, temporeggiare per far limare qualcosa che per alcuni saranno spiccioli ma per noi sono tanti, anche questo rende il nostro amore ancora piu invidiabile ed unico ma fa parte della nostra storia perché la storia noi l’abbiamo scritta di nostro pugno senza abili scrivani ma con le nostre mani, con le nostre forze fatte di onestà ed i nostri traguardi li abbiamo raggiunti. Certo è che quei colpi di mercato tanto attesi ci vogliono come il pane, andirivieni di nomi e trattative quasi quasi stressa anche il piu paziente dei tifosi ma questo è anche il calcio, quel sistema che oggi attende la quarta sorella del calcio italiano che completi il suo organico, mi chiedo a chi non piacerebbe avere in squadra tutti questi calciatori che ogni giorno tv e giornali danno in partenza destinazione Fiumicino?bisogna essere pazienti e soprattutto razionali, valutare le situazioni attuali e future in base a quello che questa nuova società negli ultimi anni ha fatto da quell’anno horribilis fino alla conquista della nona coppa italia, come tutti i progetti nati con criterio anche il nostro è in evoluzione, passo dopo passo, stagione dopo stagione, eliminando quei rami secchi (Cassano,Mancini) e cercando di migliorare un po tutto, adesso però non nego che viene il difficile, quando per anni ottieni secondi posti e quarti di champions, migliorare non sarà facile ma l’obbligo della società è di provarci e questo è stato sempre ribadito a chiare lettere senza sfuggire all’occhio attento di quel tifoso innamorato ma ansioso di conoscere e magari di andare incontro al Terminal al nuovo arrivato. Ditemi se questo non è affetto, essere fieri dei proprii colori sempre e comunque anche quando gli altri annunciano altisonanti acquisti e noi invece cerchiamo qualcuno forte ma che magari nell’ultima stagione non ha brillato, se si vuole rientrare nel badget è necessario fare cosi. Il cerchio dei papabili si stringe, Pradè e C. stanno cercando di chiudere senza fretta ma senza farsi scappare i veri obiettivi che loro sanno e per cui stanno lavorando…mi affido alla sorte che qualche volta ci azzecca e coincidenze che alimentano i sogni, ha un nome che ha fatto la storia ed un altro che fa pure la rima con ogni romanista ditemi voi se non è quello giusto.

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