L’attacco giallorosso e le nuove gerarchie

La nuova Roma riparte dai suoi lupi più affamati, dai suoi campioni più giovani (e non dai giovani, purtroppo). L’attacco funziona e lo fa alla grande. Borriello, ovviamente, guida la classifica. Il bomber giallorosso ha segnato 13 volte in 23 presenze: una media di primissimo livello. L’attaccante ex Milan si è guadagnato il posto di itolare indiscusso a suon di gol e ottime prestazioni. Dimostra ad ogni partita una cattiveria unica, un cinismo devastante. Contro il Catania ad un certo punto ha preso la palla persa da Totti e sembrava voler entrare in porta con la palla. Un altro che fa la differenza è Mirko Vucinic: la stella Montenegrina con “soli” 5 gol ha portato 12 punti alla Roma. Di lui si dice spesso che non faccia la differenza: alla faccia. In campionato ha fatto 5 gol in 10 partite, di cui solo 5 intere. Niente male, no? Un altro che si è guadagnato la considerazione e la fiducia di Ranieri, ma soprattutto il posto da titolare è Jeremy Menez. Quasi tutte le azioni giallorosse passano per le sue invenzioni, per le sue giocate. E se non vede nessuno libero, non disdegna un dolce slalom e tiro in porta. La Roma è in ottimi “piedi” e Ranieri lo sa. Ormai i suoi compagni cercano lui per inventare e se non riescono a passargliela, va a sradicarla dai piedi degli avversari. Proprio loro, gli avversari, ormai lo considerano il “nemico” numero 1. Almeno due uomini a partita.
Ranieri sa quanto vale questo trio, anche in termine di punti e domani lo lancerà dal primo minuto.

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