Okaka e Macheda, parole al vetriolo

Rassegna Stampa – Il Messaggero – Dice: so’ ragazzi… Va bene: sono ragazzi, ma sono pure professionisti. E, quindi, dovrebbero aver già capito abbastanza (tutto?) di come vanno le cose intorno ad un pallone, anche se la cosa, a ben pensarci, non può rappresentare una medaglia da appendersi al petto. Ecco perchè in certi casi uno dovrebbe capire quando è o non è il caso di dire determinate cose.

Prendiamo Stefano Okaka: ha ormai ventuno anni, un grande avvenire alle spalle e un solo gol in serie A in archivio con la maglia della Roma, la società che lo stipendia e che, al di là dei suoi numeri un po’ miserelli, fa stare l’attaccante di origini nigeriane nel calcio che conta. Nonostante tutto questo, Okaka, attualmente in ritiro con l’Under 21, è insoddisfatto, arrabbiato e scontento al punto di lanciare una sorta di ultimatum alla Roma.

«Il mio futuro non lo vedo a Roma. Se avrò la possibilità me ne andrò, non ci sto a rimanere fuori altre due stagioni. Non è facile per un giovane trovare spazio. Se in ritiro fai bene e poi vengono presi altri giocatori…»

il suo virgolettato da La Borghesiana. Bene, no?

Federico Macheda ha due anni meno di Okaka, è romano e non ha mai nascosto di essere tifoso della Lazio, società dalla quale è scappato nel 2007 per andare a giocare in Inghilterra con la maglia del Manchester United. Eppure, nonostante origini, ricordi e fede, a Kiko oggi non interessa assolutamente tornare in biancoceleste. Meglio giocare una ventina di minuti al mese all’Old Trafford che tornare a casa con prospettive assai diverse. «No, non credo proprio che a gennaio andrò alla Lazio», ha dichiarato ieri, anche lui da La Borghesiana, «io voglio crescere a Manchester e mi fa molto piacere che sir Alex Ferguson mi abbia giudicato incedibile. Se lo dice un tecnico con il carisma e la storia di Ferguson, non posso che esserne felice».

Resta un dato da non sottovalutare: al di là di qualche rumors di mercato, la Lazio non ha mai seriamente pensato di riportare Macheda a casa, magari in prestito. Kiko può starsene tranquillo a Manchester, ma un’altra dichiarazione, meno severa, nei confronti del suo ex club non ci sarebbe stata male.

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