Lobont favorito su Doni, Totti c’è, De Rossi e Riise forse

Rassegna Stampa – Gazsport – Ecco, anche sforzandosi di vedere quelle due dita nel bicchiere — il secondo tempo della squadra, la voglia di non arrendersi, finalmente una tenuta atletica accettabile —, i numeri stanno qui a tormentare la Roma, perfino più impietosi del signor Russo.

CRISI QUASI SENZA PRECEDENTI — E, dunque: la peggiore difesa del campionato (9 reti incassate in 4 gare, come l’Udinese); quattro sconfitte in sei partite ufficiali; una partenza in campionato perfino peggiore della scorsa (già 6 punti in meno del 2009); e, infine, per trovare un avvio tanto difettoso bisogna tornare indietro fino al 1974, quando la Roma di Liedholm cominciò il campionato con un pareggio e tre sconfitte. E qui, se non altro, ci si può appellare ai corsi e ricorsi storici, perché quella squadra infine fu terza, dopo una rimonta esaltante, con sorpasso finale sulla Lazio scudettata.

A CONDIZIONE CHE… — Storia. Ma la cronaca è più impellente. E pericolosa. Domani i giallorossi ricevono l’Inter, ancora lei, che può salvare la Roma o farla precipitare. La rabbia accumulata a Brescia potrà perfino aiutare la squadra (a patto di non eccedere), ma — sulla carta — rincuora di più poter fare affidamento sulla qualità e l’autorevolezza (anche qui, entro certi limiti) di alcuni giocatori assenti a Brescia. Al centro della difesa tornerà Nicolas Burdisso, reduce dalla squalifica. Rientro fondamentale, dal punto di vista tecnico: per arginare l’inarrestabile Eto’o e il resuscitato Milito serviranno il miglior argentino e il miglior Juan; anche sotto l’aspetto psicologico: là dietro serve ordine, qualcuno che coordini il reparto, che dia un paio di urlacci ogni tanto. Evitando, magari, che la grinta sfoci nella violenza. A centrocampo, Daniele De Rossi farà di tutto per esserci, anche se pure ieri sul campo non si è visto. Ma servirà nella sua versione migliore, quel mix di qualità, quantità e autorevolezza. Totti, infine. Scontato ricordare quanta differenza faccia la sua presenza, pure a percentuali ridotte. Basterebbe il Totti del primo tempo di Roma-Bologna.

IN PORTA — La questione portiere ora potrebbe provocare imbarazzo: scegliere Lobont, per coerenza, o Doni, per scommessa? Lo staff tecnico è sicuro: parerà Lobont, che gode della stima di Pellizzaro. Mentre Doni ha più amici nello spogliatoio.

CAPITOLO RIISE — A destra, dato per bocciato Rosi, resuscitare definitivamente Cicinho o lasciarci Cassetti con Castellini a sinistra? Qui, la previsione è più complicata. Il ritorno di Riise metterebbe tutti d’accordo. “Io sono prontissimo”, dice lui. Ma bisogna passare dei medici. Speriamo almeno loro siano pietosi. Per una volta.

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