Spalletti: “Questa squadra non stacca mai la spina”


La conferenza stampa di Luciano Spalletti, allenatore della Roma, alla vigilia di Catania-Roma, partita valevole per il ritorno delle semifinali di Coppa Italia. La gara verrà trasmessa domani sera, a partire dalle 21, da Rai 3 e Roma Channel.

Lei è stato protagonista della Roma dei record, ora c’è da raggiungere la terza finale di Coppa Italia. Sente adrenalina in questo momento?

Una squadra che ha la mentalità giusta, è una squadra che non stacca mai la spina. E’ questo che fa la differenza. In questa caratteristica c’è la volontà di fare risultato. Per come la sento io, per come la sentono i ragazzi, il tentativo andrà fatto. Al di là dei record, bisogna avere la mentalità per vincere. Io sono stato tra quelli che ha lavorato in questa squadra, che ha lavorato nella maniera giusta, mettendo a disposizione dei calciatori tutti quei contorni che hanno permesso ai ragazzi di esprimersi al meglio.

Per arrivare ai livelli dell’Inter servono 4 calciatori importanti. Con la famiglia Sensi il progetto di prendere questi 4 calciatori è da rimandare?

Il discorso è sempre lo stesso: portare avanti un progetto tutti insieme. Bisogna lavorare di gruppo, prendendosi la responsabilità dei ruoli che occupiamo, senza dire o forzare le situazioni. Tutto è migliorabile, ma noi abbiamo già una buona squadra. Lo dicono i numeri.

Sui giornali si legge di una Roma che potrebbe cambiare modulo. Nell’eventualità, Totti può tornare a fare il trequartista?

Totti può tornare a fare il trequartista, ma questo è un discorso che faremo più in là. In questo ambiente si vogliono sempre bruciare le tappe, anticipare gli eventi, non so certe notizie da dove arrivino. Ripeto, lavoreremo per migliorarci, poi si valuterà con i calciatori che avremo a disposizione.

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Forse un attaccante che garantisca una ventina di gol può essere utile?

Per me averne uno che ne fa dieci e ne fa fare dieci, è la stessa cosa. Non mi interessa chi li fa i gol, una squadra non deve dipendere da nessuno, in una squadra deve comandare la società, non i calciatori. A me questi discorsi non interessano, a me interessano i numeri che la nostra squadra ha fatto.

In finale vorrebbe Inter o Lazio?

Non mi interessa, noi abbiamo una partita difficile. Giochiamo contro una squadra che ha ambizioni. I nostri avversari metteranno tutto, è la prima volta che si gioca una finale di questo livello.

I giocatori che hanno giocato di più, riposeranno?

Noi cerchiamo di mettere in campo la migliore formazione che non è fatta solo di nomi, ma di valutazioni dei momenti. Qualche cosa siamo costretti a cambiare, la squadra è buona, chiunque la scelga, abbiamo a disposizione una buona rosa.

Juan ha limiti fisici o è stato solo sfortunato?

No, è stata solo casualità se si va a vedere il suo passato e gli incidenti che ha avuto quest’anno.

Nervosismo in casa Inter. Si può sfruttare questo fattore?

Noi dobbiamo pensare a noi stessi, anche domenica dobbiamo vincere noi contro l’Atalanta e poi pensare al resto. Qui si trascurano sempre dei dettagli, si corre troppo. Io voglio pensare solo a casa mia, non a Inter-Siena.

Quante motivazioni in più può dare il fatto di giocare la finale all’Olimpico?

Questo può dare motivazioni. L’Olimpico pieno suscita emozioni che ricorderemo per tutta la vita. Abbiamo la possibilità di rivivere certe emozioni, di conseguenza dovrebbe essere uno stimolo in più.

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Ci sono margini per recuperare Pizarro?
Ha sensazioni positive, si è messo a disposizione, sta meglio. De Rossi ha fastidio sotto al piede, una fascite, tra un po’ sapremo che risultato ha avuto questo approfondimento.

Totti ha detto che lo scudetto è già dell’Inter.

Qualcosa di vero c’è, bisogna essere schietti nel modo di parlare. Noi, poi, dobbiamo pensare a dare il massimo, sono convinto che i comportamenti saranno quelli.

Giocare di sera vi favorirà sotto l’aspetto della spesa fisica?

Conta poco, sono dettagli.

Cosa rappresenta per Spalletti la Coppa Italia?

Per me rappresenta quello che ha mostrato la squadra in questi tre anni, arrivando in finale.

Totti ha già corso, non si rischia di bruciare le tappe?
Non lo so, io prima ce l’ho a disposizione e meglio è. In campo non ci va il nome, ci va il comportamento del calciatore. 

La Roma è la squadra che ha commesso meno falli in Serie A. Interverrete sulla fisicità sul mercato?

Il fatto che si è fatto meno falli perché abbiamo spesso tenuto il pallino del gioco. Io sono contento così.

Vucinic l’ha visto stanco a Genova?

Stamani ha fatto un allenamento splendido, io parto da lì. Genova è archiviata dove peraltro Mirko ha fatto molto bene. 

Lui ha dimostrato di far bene sia da esterno che da centrale. A suo avviso, è meglio defilato o come punta di riferimento?

Secondo me è meglio lì, quando va al di là della linea della difesa. E’ un attaccante forte, ha qualità, fa gol. Se parte da centrale o da esterno, sa costruirsi ritagli di spazio, sa portare palla, prendere il tempo ai difensori, controllare palla sulla corsa. Siamo contenti di lui, come lo eravamo anche prima.

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Come sta Cassetti?

Sta bene, ha fatto al meglio l’ultimo allenamento.

Aquilani ha giocato poco. Le prossime saranno partite importanti per lui?

E’ stato sfortunato, ha recuperato la condizione. Gli altri sono bravi quanto lui o quasi. Ora avrà la possibilità di far vedere qualcosa in più, l’ho visto voglioso.

Come giudica la stagione della Roma?

La giudico bene, non ho bisogno delle prossime tre partite per giudicarla. I ragazzi hanno fatto quello che dovevano, vanno solo ringraziati per l’impegno e l’attaccamento alla maglia. C’è interesse a portare in fondo il discorso con il massimo dei risultati. 

La Roma si sente in credito con la fortuna?

Quello sì. Se la fortuna avesse girato in modo diverso, avremmo ottenuto risultati diversi. Nella valutazione generale dico che c’è stato chi è più fortunato di noi.

Con un’altra Coppa Italia vinta, il ciclo inizia o finisce?

Per me il ciclo è stato iniziato, portato avanti nel migliore dei modi, sono state gettate le basi, il lavoro è stato fatto nel modo corretto.


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