Cassano alla Lazio: “No e neanche grazie!”

Lazio? No, e neanche grazie. Perché Antonio Cassano all’ipotesi di trasferirsi dalla parte sbagliata del Tevere non ci pensa proprio. Qualcuno, all’interno della società biancoceleste, stava accarezzando l’idea di riportare a Roma il talentino barese bocciato dalla Roma e poi tagliato dal Real Madrid, prima della grande restaurazione di Genova, sponda Samp. Ma quando ieri è emersa l’eventualità, rilanciata da giornali e qualche sito specializzato, di un interessamento alternativo della Lazio in caso di mancato accordo tra Samp, Real e giocatore per il rinnovo dell’intesa trovata la scorsa estate, all’interno di casa Cassano si sono fatti due risate. Il trattamento ricevuto dal giocatore nei quattro anni in cui è stato alla Roma, i cori pseudorazzistici contro di lui e contro altri elementi della sua famiglia, il disprezzo mostrato verso di lui prima che verso il suo talento, Antonio non li ha dimenticati. E chi pensa che la prospettiva di tornare comunque a vivere a Roma dove ha una bella casa sia più forte dei sentimenti calpestati forse non ha capito niente del suo modo di essere. Il suo unico desiderio adesso è che la Sampdoria dimostri in termini tangibili di apprezzare ciò che lui è stato in grado di dare alla maglia blucerchiata. La Samp spera in uno sconto da parte del Real del prezzo del cartellino (fissato a 5,5 milioni), poi inoltrerà l’offerta al giocatore: Cassano si aspetta almeno tre milioni di ingaggio l’anno per cinque anni. Così non fosse, farebbe di nuovo le valige. Ma mai per disfarle a Formello.

Da il romanista

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