Daniele Lo Monaco, responsabile della comunicazione dell’AS Roma, ha parlato di Carlo Petrini, giocatore deceduto ieri, sulle colonne de Il Romanista:
Che uomo era Carlo?
“Una persona con grande cuore, molto generosa, carismatica. Con quel vocione baritonale che gli dava un tono da vero ammaliatore. Un uomo affascinante. Che continuava ad avere un gran successo con le donne”.
In campo che giocatore era Carlo Petrini?
“Non era un fuoriclasse. Era un giocatore di temperamento che in campo dava il 110%. Io ritengo che se non avesse avuto quel carattere fumantino, che lo portò a litigare a vent’anni con uno come Nereo Rocco, e soprattutto se non avesse subito il grave infortunio ai tempi del Milan, la sua carriera avrebbe potuto essere migliore”.
Petrini è ricordato anche per essere un uomo dalle molte contraddizioni. Ci sono stati dei capitoli bui nella sua carriera. Il doping?
“Ha fatto tanti sbagli nella vita, uno di questi è stato sicuramente il doping. Ma come poteva un ragazzetto di provincia ribellarsi alle imposizioni di medici e dirigenti? Nel libro ha raccontato tutto. Si è detto che il glaucoma può essere legato a questo abuso di farmaci fatto in passato. Lui ha sempre pensato di si. Mi ha sempre detto: «Con tutto quello che mi hanno fatto prendere… »”
Dopo il doping il calcio scommesse.
“Carlo è entrato in tutti i malaffari del calcio italiano… Almeno lui è l’unico che ha avuto il coraggio di assumersi le proprie colpe, ovviamente non subito, però lo ha fatto. Avrebbe potuto riciclarsi in qualche modo, invece ha preferito raccontare tutta la verità. E il mondo del calcio l’ha squalificato a vita”.
Nel 2000 pubblica Nel fango del dio pallone. la sua autobiografia. Un libro drammatico e bellissimo allo stesso tempo.
“Carlo decise di intraprendere la carriera di scrittore. Brillantemente. È diventato uno straordinario cronista. Oltre Nel fango del dio pallone ha scritto numerosi altri libri di inchiesta e denuncia su temi scottanti come il doping, il calcioscommesse, Moggi, la Juventus, il Milan di Berlusconi e la morte di Bergamini. Anticipando verità che solo oggi stanno venendo fuori. Mi piace ricordare la testimonianza del pm di Calciopoli, Giuseppe Narducci: «Sono uno strano tifoso di calcio, uno che ha letto tutti i libri di Carlo Petrini»”.
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