La Roma aspetta il Potere Nero: ”Arriviamo noi”


RASSEGNA STAMPA – GAZZETTA DELLO SPORT

Otto gol, di cui sei «pesanti» (Parma, Atalanta, doppietta al Sassuolo, Fiorentina e Cagliari), uno comunque utile a chiudere la gara (il 2-0 al Chievo) e solo uno apparentemente inutile (il 3-0 al Torino) ma stilisticamente il più bello di tutti. Due gol in più della scorsa stagione, tre in meno del suo record (11) stabilito con la Fiorentina di Montella prima del suo arrivo a Roma. I numeri danno ragione ad Adem Ljajic, ma non solo quelli. È il suo ruolo in squadra a essere cresciuto in maniera esponenziale, anche se i soliti «so tutto», in estate, lo avevano messo in continue trattative di mercato, compresi lo scambio con il milanista Zapata e il prestito al Torino. Ljajic, invece, aveva già convinto Rudi Garcia e il suo staff con un eccellente precampionato, usando ogni allenamento per guadagnare considerazione.

Nella stagione precedente era arrivato a Roma a fine mercato, per sostituire Lamela, dopo aver fatto tutta la preparazione con la Fiorentina. Ai viola sono andati 11 milioni di euro, più bonus possibili fino a un massimo di altri 4. Garcia ha usato Ljajic, in questo campionato, sia come esterno del 4-3-3 che come trequartista nel 4-3-1-2. La frase più importante, insieme a quella rilasciata la scorsa stagione in un’intervista («È un diamante grezzo, se mi ascolta proverò a farne un nuovo Hazard»), l’allenatore l’ha pronunciata a uso e consumo di tutta la squadra: «Bisogna lavorare per conquistarsi lo spazio quando ci sono tutti i compagni di squadra, come ha fatto Adem, non quando mancano».

Non tutti i tifosi e gli addetti ai lavori si sono ricreduti su di lui. È il suo destino: dividere. A Firenze era odiato da Delio Rossi mentre Vincenzo Montella gli ha dato fiducia e lo ha fatto rinascere. Allenatori e uomini diversi tra di loro. Adem non se ne è mai fatto un cruccio. Va avanti per la sua strada. Ljajic è sotto contratto con la Roma – 1,9 milioni netti a salire – fino al giugno 2017. Nell’accordo, però, c’è una clausola rescissoria che Walter Sabatini, a suo tempo, ha definito «una cifra importante, difficile da attaccare ». Poco sopra i 25 milioni. Ma i gol continuano ad arrivare, le prestazioni pure e il peso specifico di Ljajic nel gruppo è cresciuto, il d.s. sta già lavorando per prolungare il contratto e, possibilmente, togliere o modificare la clausola. Ljajic a Roma sta bene, ma c’è molto interesse intorno a lui. Tanto più che, dopo l’esilio dalla nazionale per problemi religiosi, gli saranno riaperte le porte della Serbia.

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