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(BLOG AS ROMA – L’IMPORTANZA DI PARLARE CHIARO – FORZA-ROMA.COM) – Alla fine, c’ha pensato Ranieri a sbatterci in faccia la verità; forse, non ha aggiunto nulla di nuovo a quanto già immaginavamo, ma almeno, adesso, abbiamo anche la "pezza d’appoggio".
"Questa non è la mia squadra; è quella che ho trovato al mio arrivo… Alcuni dei giocatori in rosa non hanno le caratteristiche comportamentali che io vorrei ed il problema si risolve soltanto comprandone altri… Fin da quando ho deciso di accettare l’incarico, tuttavia, sapevo che non c’erano i mezzi per intervenire in maniera importante sul mercato… Faccio quello che posso con i calciatori a disposizione, attraverso l’unica ricetta che conosco, il lavoro…". I discorsi non sono molto dissimili da quelli che abbiamo ascoltato dall’ultimo Spalletti. Sì, l’ultimo; quello risalente alla fase della depressione cronica. Fino a quel momento, infatti, il tecnico di Certaldo si era offerto schermo a protezione dei "suoi ragazzi" e dei suoi "padroni", usando tutta la diplomazia richiesta dal caso, cedendo solo al limite dell’umana sopportazione. Dal punto di vista dello stile, un atteggiamento che si lascia preferire; nei fatti, invece, le cose sono andate a finire male. Per questo ci chiediamo se sia più utile caricarsi sulle spalle la zavorra della “reità globale”, per difendere un’apparente compattezza di intenti e di buone volontà, o, piuttosto, mettere ognuno di fronte alla propria coscienza. Ranieri, con poche parole ha decretato responsabilità di dirigenti e calciatori, con lucida trasparenza, preferendo asciutte avvertenze a solenni proclami, magari disobbedendo al "modus operandi" dell’allenatore-motivatore, quale pretende essere, ma cogliendo, a mio avviso, il momento migliore per “sputare il rospo”, quello intercluso tra la sconfitta col Livorno e l’assunzione di un nuovo manager. Al di là di questo, è la seconda volta che la denuncia parte dall’interno. Tuttavia, mentre Spalletti ha usato l’arma del "pubblico sfogo" per incidere la parola fine sulla targa commemorativa della sua esperienza giallorossa, il tecnico di San Seba, troppo fresco di ruolo per abbandonarsi alla rassegnazione, si è avvalso del principio fisico della distribuzione dei carichi per dare una connotazione più degna al suo incipit. Io credo semplicemente che l’importanza di parlare chiaro abbia un valore in sé, a prescindere dall’effetto che possa produrre sull’andamento dei risultati sportivi. E’ un fatto di onestà.