Conferenza stampa di Spalletti e Juan

C’è un po’ di malumore attorno alla Roma?
E’ un malumore che può dipendere dal fatto che può succedere un periodo dove le cose non vanno per il verso giusto. E si hanno le caratteristiche che ha questa squadra, si è più penalizzati rispetto agli altri. Bisogna analizzare i fatti con tranquillità. Non c’è necessità di creare nerovisismi, ne allarmismi.
Ha mai pensato ad un modulo alternativo?
Secondo me si può fare. Anche se penso sia meglio inserire calciatori con caratteristiche diverse in questi modulo. Il singolo, con le sue qualità, può dare qualcosa di diverso senza snaturare il gioco della squadra. Vucinic tre-quartista, ad esempio, può dare qualcosa di diverso. Lo stesso discorso vale per Giuly o per un mediano che ha più fisico rispetto ad uno che fa giocare di più la palla. Questo si può fare. Ma non è necessario ricercare un modulo alternativo per il momento. Si va avanti così.
Roma ridimensionata dopo il pareggio con il Napoli?
In queste ultime partite c’è stata una piccola involuzione. Non credo, però, che la Roma esca ridimensionata. Può mettere a posto le cose. Servono piccoli accorgimenti. Dovremo lavorare, come sempre, sulla disponibilità di squadra. Sul "sotto palla" come diciamo noi sul campo. Dovremo ridare compattezza alla squadra. Riparte tutto da lì.
Queste due gare con lo Sporting sono determinante per la qualificazione di Roma e Sporting?
E’ quasi un’eliminazione diretta se si va a valutare la gara di andata e di ritorno. E’ chiaro che giocando l’andata in casa, abbiamo delle imposizioni in più. Comunque sono due partite aperte a qualsiasi risultato.
La squadra della Roma è poco italiana e più Europea?
La Roma ha evidenziato questa qualità offensiva, questo modo di attaccare, è una mentalità che si riconosce più alle squadre europee, tuttavia per noi l’importante è mantenere lo spirito di squadra e migliorare l’attenzione difensiva.
La Roma è in crisi?
No, la Roma è una squadra che ultimamente non fa vedere quella tranquillità di cui necessiterebbe per arrivare a quei risultati che sono arrivati.
Le punizioni sono un punto debole per la Roma?
E’ vero, in questo periodo i numeri dicono questo. Se poi si va a valutare un discorso più completo, non è così. Probabilmente più ci metti attenzione e più prendi gol. Anche al Milan è successo in passato.
Totti ha dimostrato di non essere un grande calciatore di punizioni. E’ vero?
A noi effettivamente può mancare uno specialista vero e proprio, ma io sono contento di come le batte Totti le punizioni. Tipo De Rossi, Mancini, Vucinic, Taddei. Per quanto riguarda le esercitazioni fa fare, la ringrazio del suo contributo, ma i ragazzi si esercitano sempre in allenamento.
Invece che Totti, non ci vorrebbe un altro tiratore per i calci d’angolo?
Infatti i calci d’angolo li batte spesso Totti, ma anche Pizarro e Mancini ci vanno. Il fatto che Francesco dà qualcosa di più sul tiro, ma dà qualcosa di meno sulla fase di ripartenza degli avversari. Bisogna sempre valutare tutti gli aspetti. Comunque Totti ha un piede importante, per questo gli lascio battere le punizioni.
C’è la possibilità che cambi modulo?
Non ci sono necessità per stravolgere il lavoro fatto nei due anni precedenti. Le scelte sono state fatte per dare continuità. E’ vero, sono due o tre partite che la Roma ha un pochettino smarrito delle certezze, però non ho visto una squadra che ha sbagliato tutto nello sviluppo delle situazioni e delle partite. Ci sono alcune cose da mettere a posto, ma sono convinto che rimprenderemo il passo. A volte vanno sopportati questi momenti di sfortuna. Guardate Perrotta, per esempio, gli si è voltata la caviglia mentre correva da solo.
Perrotta come sta?
Bisogna vederlo domani. Ora è fasciato, gli è stata messa una benda, anche se sembrava stare un po’ meglio.
Ha avuto indicazioni dai giocatori per il ritiro?
Per una squadra come la Roma, per trovare continuità, ha bisogno di tranquillità. Il ritiro è come sempre: usando questo tipo di comportamento, questo tipo di gestione, secondo me ha la giusta importanza se si ha a che fare con un gruppo di ragazzi seri. E la Roma ha un gruppo di ragazzi seri. Quelli che vanno a casa sono ragazzi che hanno famiglia, c’è chi resta, c’è chi mette i figli al letto e poi viene in ritiro. Non c’è niente di strano, è vero che a noi serve un po’ d’attenzione, ma non bisogna andare a creare il coprifuoco solo perché una volta si faceva così. Poi ci sono delle volte in cui si possono fare delle cose diverse per dare nuovi impulsi, però poi nei ritiri tenerli chiusi qui è peggio che se stanno a casa con le famiglie. I risultati li abbiamo fatti con ritiro o senza ritiro. Se mi assicurate che con i ritiri si vincono le partite, stiamo sempre a Trigoria.
La Roma può sentirsi appaggata?
Io non credo che la squadra si sia ammorbidita per aver vinto due trofei. Anzi, qui si parla di altre situazioni.
Cicinho l’ha segnalato lei alla società o le è stato proposto?
E’ un giocatore che ci piaceva e che siamo andati a prendere. Cicinho che ha delle qualità, delle caratteristiche, secondo me non si sta comportando male, però si va a confrontare con giocatori che sviluppano bene lo stesso ruolo. E’ stato anche fuori, necessità di un altro po’ di tempo. Io sono abbastanza contento, è chiaro che se lui entra quando la squadra ha qualche difficoltà, è difficile per tutti.
E’ sembrato un corpo estraneo.
Non esageriamo. Probabilmente attorno a lui c’erano troppe aspettative. E’ un buon calciatore, sa spingere, se la squadra gira riesce a mettersi in evidenza.
Che partita si aspetta?
Tenteremo di avere quei piccoli accorgimenti che ho detto prima, non concedere quegli spazi per fargli sviluppare le loro caratteristiche.
Sul mercato, siete passati dal voler prendere Suazo a Cicinho. Dal punto di vista della costruzione di questa squadra, è cambiato qualcosa?
E’ vero che Suazo lo avevamo guardato, però in quel periodo lì abbiamo preso Giuly, abbiamo preso Esposito, per noi Vucinic sa fare bene la prima punta, anche se lo faccio giocare spesso a sinistra. Magari non sarà quel pennellone d’area di rigore, ma ha caratteristiche migliori di Suazo. Totti, da centravanti, ci ha dato un’imprevidibilità importante.
Non avete neanche un vice Taddei.
Non andiamo ad essere così precisi. Sono d’accordo quando si dice che Taddei riesca ad addizionare qualità tecniche, qualità realizzative e disponibilità a fare tutta fascia. Non è facile, però, trovare uno come lui. Esposito è più offensivo di Rodrigo, riesce a dare degli "strappi" nell’uno contro uno. Cicinho lo si va a penalizzare da esterno alto e non scordiamoci che anche Tonetto può essere impiegato alto.
Che cosa si aspetta dallo Sporting?
Loro giocano col rombo, col regista basso. Hanno centrocampisti offensivi buoni, come atteggiamento, il loro è offensivo. Come spesso è avvenuto, la partita dipenderà dalla nostra interpretazione.

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LA CONFERENZA STAMPA DI JUAN

Quanto puoi dare ancora alla Roma? La difesa è sotto accusa, sono giuste queste critiche?
Speriamo di risolvere i problemi più rapidamente possibile e di migliorare il gioco della Roma. Io cerco di aiutare sempre i miei compagni, è chiaro che se la squadra va bene, anche io gioco meglio.
Quando rivedremo il miglior Cicinho? A tuo avviso, da cosa è stato condizionato qui a Roma?
Cicinho è un grande giocatore, ma non sono io che devo rispondere a questa domanda.
Conosci lo Sporting Lisbona e hai giocato con qualche brasiliano di questa squadra?
Sono tutti grandi giocatori, io li conosco quasi tutti. Sono giocatori che possono entrare nella Selecao, io non posso sapere come andrà a finire.
Che partita ti aspetti?
Una partita difficile. Si gioca in Champions League, la competizione più importante d’Europa. Lo Sporting è un grande club, noi entreremo in campo per vincere.