Taddei: “Noi la terza forza? Non temo nessuno”


Rodrigo TaddeiL’estate di Rodrigo Taddei: mare, musica e… sudore. Ma è vero che si allenato anche in spiaggia?
"Ho lavorato un mese con un personal trainer. Ho fatto anche lo sci di fondo".

Come, scusi?
"Con un macchinario che riproduce il movimento dello sciatore: serve al potenziamento muscolare".

Ma lei non stacca mai la spina?
"Un calciatore ha il dovere di presentarsi in ritiro già in buone condizioni. E poi ho solo seguito la scheda preparata dal preparatore della Roma Bertelli".

Da oggi ritiro a Trigoria, che ne pensa?
"Che il Milan lo fa a Milanello da anni".

Si sarà riposato un po’… "Sì, ma ne avrei fatto volentieri a meno".

Cioè?
"Avrei voluto giocare la Coppa America. Dopo una stagione così importante con la Roma, mi aspettavo una chiamata da Dunga. Ma non mi abbatto, prima o poi la Seleçao arriverà".

Lei ha pure il passaporto italiano. Qualche tempo fa disse che pensava alla maglia azzurra. È sempre della stessa opinione?
"Se capissi che non c’è nemmeno una possibilità di vestire la maglia della Seleçao, sì. Però avrei l’imbarazzo di togliere il posto a un italiano vero".

È rimasto Chivu. Che idea si è fatto della vicenda?
"Che la nostra carriera dura dieci, 15 anni al massimo. Se Chivu vuole scegliere la soluzione più vantaggiosa per lui, bisogna rispettarlo. Detto questo, se va via mi dispiace perché è un amico e un campione. Se resta ci guadagna la Roma, almeno sul campo".

Chivu si poteva liberare con la clausola Fifa, De Sanctis lo ha fatto, lei potrebbe farlo l’anno prossimo…
"Se esiste la regola, è lecito sfruttarla. Io non ci penso, ho un contratto fino al 2010. E poi prima di andar via da Roma vorrei vincere almeno uno scudetto".

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