The Listener, il ragazzo che legge nella mente

«Chi aveva detto che da grandi poteri arrivano grandi responsabilità? Ah si! Era Spiderman!». Così esordisce Craig Olejnick, 29 anni e un paio di occhi azzurri che conquisteranno il pubblico femminile. Craig è il protagonista di The Listener, telefilm che debutta domani su Fox (canale 110 di Sky) e che racconta la difficile e affascinante vita di un ragazzo che è capace di leggere nel pensiero. The Listener ha due particolarità: è il primo esempio di una produzione televisiva internazionale lanciata contemporaneamente in 180 Paesi del mondo, smarcata dal solito percorso che vede i più importanti telefilm prodotti e distribuiti in America prima che altrove, ed è in grado di mescolare insieme più generi televisivi, dal soprannaturale al poliziesco, al telefilm ambientato in una corsia di ospedale. Quali sono in grandi poteri che portano alle grandi responsabilità di Toby Logan? Non è un supereroe come Spiderman, eppure è in grado di leggere nei pensieri della gente. Il suo ruolo di paramedico, in servizio in un’ambulanza per le strade della città, lo farà essere spesso a contatto con il lato dolente dell’umanità, che sempre tenterà di salvare. «Toby è una versione moderna del buon samaritano – spiega Clement Virgo, regista della serie -: il suo potere lo rende molto simile al supereroe di un fumetto, ma Toby è anche meglio perchè è più umano». Il cast, tutto canadese, è completato dal collega ed amico Oz, interpretato da Ennis Esmer, simpatico marpione che tenta di sfruttare a suo vantaggio (soprattutto con le ragazze) il potere telepatico dell’amico; da una giovane poliziotta, Charlene Marks, intepretata da Lisa Marcos che, prima con un pò di riluttanza poi con sempre maggiore fiducia, si lascia aiutare nelle indagini da Toby che sembra essere sempre nel posto giusto al momento giusto e soprattutto sembra in grado di capire la psiche umana meglio di chiunque altro. Infine c’è Mylene Dinh-Robic, nei panni della dottoressa Olivia Fawcett, ex fidanzata di Toby, in servizio nell’ospedale della città dove l’ambulanza di Toby e Oz è solita portare i suoi pazienti. «Ci siamo chiesti se il miscuglio di tutti questi generi televisivi, dall’ospedaliero al poliziesco, potesse creare confusione, ma poi abbiamo capito che non sarebbe stato così», continua il regista. «La televisione del giorno d’oggi, soprattutto quella dedicata al pubblico più giovane, è velocissima e piena di cambi repentini di immagini e soggetti. Mtv ne è un esempio lampante. Il nostro telefilm segue quel modello di televisione e si rivolge ad un pubblico giovane».

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