Politica, Nencini: “Riforma seria e non fine a se stessa”

«Una riforma della giustizia non fine a se stessa e non limitata alla fase attuale della vita italiana e a singoli interessi, sia pur confortati dalle tesi del ministro ombra del Pd Tenaglia, non può prescindere dall’analisi seria e condivisa di ciò che è avvenuto in Italia negli ultimi anni e dalle vicende legate alla cosiddetta Tangentopoli. E lo dimostrano con grande evidenza i fatti di Napoli e le difficoltà in cui si dibatte la Iervolino». Lo afferma il segretario del Partito Socialista, Riccardo Nencini, in una interrogazione «non parlamentare» inviata ai presidenti di Camera e Senato. «Per pulire i condotti della legalità, dell’etica, e dei giusti comportamenti pubblici a cui anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è riferito con forza nel suo messaggio di fine anno, è necessario riflettere sugli errori reali commessi da inquirenti, politici e amministratori e capire bene che le emergenze non portano mai a riforme giuste e razionali -osserva Nencini- Lo faccia una nuova commissione d’inchiesta su quegli anni bui del crollo del sistema, o un »super-nuovo« organo istituzionale poco importa, ma ciò che chiedo – dice il segretario socialista – è che la riforma, anche alla luce dei nuovi casi esplosi un pò in tutto il paese, chiarisca definitivamente alcuni quesiti: quando è che ‘non si può non saperè ciò che di illegale o illegittimo avviene intorno a noi? Quando ci sono i figli di mezzo? Le mogli? I tesorieri? Gli amministratori locali? Quali meccanismi della giustizia è giusto correggere perchè si abbia in Italia un giustizialismo garantito?». «Il finanziamento pubblico può essere severamente sottoposto a singole revoche o a congelamenti per chi non rispetta la Costituzione? Le riforme a corrente alternata non ci interessano. Saremo presenti – conclude Nencini – con domande, contributi concreti, e con le nostre proposte, a partire da quella su Giuliano Vassalli senatore a vita. Non dimentichiamo e non molliamo di un millimetro. Resettare solo la storia e la vita degli altri è troppo comodo e facile, oltre che stupido».

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