La Roma ritrova Vucinic

Rassegna Stampa | CorSport | La nota positiva della sconfitta con l’Atletico Roma è sicuramente il ritorno di Mirko Vucinic, subito a segno al rientro in campo. Anche il ritorno in campo di Simone Perrotta è stato positivo.

Se Claudio Ranieri, pri­ma o dopo, doveva perdere un der­by, allora la Roma può brindare. Perché la sconfitta è arrivata nel­l’amichevole di ieri al Flaminio contro l’Atletico Roma. Al termine di novanta minuti in cui la squa­dra giallorossa ha giocato benino i primi trenta per poi progressiva­mente esaurirsi, complice gli un­dici cambi undici operati nell’in­tervallo, la giusta volontà di non ri­schiare niente, la voglia della ter­za squadra della capitale di rega­larsi una prima volta che finirà in qualche gigantogra­fia della sede socia­le.

« Perdere non fa mai piacere, ma al di là di questo, pos­so dire di essere soddisfatto, i ragaz­zi si sono impegna­ti, abbiamo fatto un buon allenamento, saremo pronti per la sfida contro il Catania » : co­sì a fine partita Ranieri ha liquida­to la questione, convinto che i pro­blemi, soprattutto difensivi,saran­no risolti da qui alla ripresa del campionato. Di fronte a poco meno di tremila tifosi (un anno fa per la stessa amichevole, ce ne erano do­dicimila complice la prima volta di Luca Toni), la Roma è stata sem­pre costretta inseguire, subendo le prime due reti da azioni nate da un calcio piazzato conseguenza di una concentrazione che non era otti­male, recuperando prima con un gran destro a giro di Vucinic, poi, dopo due pali e un rigore che Bor­riello si è fatto parare, bissando con una volèe di Nicolas Burdisso ben servito dal baby Pettinari (ap­pena tornato dal Siena), per poi de­finitivamente arrendersi nei minu­ti di recupero a un gol di ginocchio di Chiaretti ( doppietta per lui, il primo gol è stato realizzato da Doudou) nel recupero.

IL RITORNO – A voler cercare qual­che nota positiva nel test di ieri dei giallorossi, c’è da sottolineare il ri­torno in campo di Simone Perrot­ta che è apparso in buone condi­zioni di forma, così come Menez e Vucinic e, pure, il fatto che nessu­no si sia fatto male che, in partite di questo genere è sempre il primo obiettivo. Ranieri ha fatto giocare un tempo a tutti i giocatori, propo­nendo nei novanta minuti la bel­lezza di tre moduli diversi, dal vec­chio quattro-due-tre-uno, al quat­tro- tre- uno- due a rombo, passan­do per il quattro­tre- tre. Ma, come direbbe il tecnico, i numeri contano po­co. Quello che conta sono i risultati. Da fare, subito, giovedì, contro il Catania.

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