Menez e Vucinic non si muovono: Pradè, cordialmente, rifiuta e saluta

Sono l’estro, sono la magia, sono la croce e la delizia, sono la paura degli avversari, sono rapidi e incisivi, sono la freschezza della Roma: sono rispettivamente un mago e un genio. Il primo, è vero, non segna, ma fa segnare e fa sognare. I suoi dribbling, i suoi stop, i suoi scatti e le sue idee stuzzicano la fantasia dei tifosi e stanno regalando assist a raffica per la punta principe della Roma, Marco Borriello. Il secondo, quando gioca come lui sa, è infermabile. Rappresenta una spina nel fianco grossa come un braccio. Il suo dribbling all’esterno è ormai famoso ed i difensori avversari hanno il terrore di vederlo rientrare sul destro. Ha un controllo di palla eccezionale, fa alcuni stop geniali con la quale lascia i difensori 10 m dietro, si sacrifica e quando la Roma ne ha bisogno, segna. Di solito dà il meglio di sè dopo Gennaio, quindi dobbiamo aspettarci di tutto quest’anno. Già ora è determinante, si è messo in testa che è un campione vero e che non lo chiamano “Maradona dei Balcani” a caso. Spalletti diceva sempre: “se solo lui si convincesse delle sue qualità“. Beh, ora se n’è convinto. E delle qualità di questi fenomeni sono convinti anche i dirigenti della Roma, che hanno rispedito al mittente tutti i tentativi di approccio da parte delle socità interessate a questi due ragazzi: Ancelotti, Guardiola, Benitez e Redknapp sognano Vucinic. Wenger, Mourinho, Van Gaal e Puel sognano Menez. Ferguson sogna tutti e due. Il prezzo? La Roma nemmeno ha voluto parlarne.

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