Rassegna Stampa – Il Romanista – «Sto bene, rientro la prossima settimana». La bella notizia arriva di fronte ai cancelli di Trigoria, dove un gruppo di tifosi ferma Julio Sergio per fargli firmare degli autografi. Lui non si nega, e a chi gli chiede delle sue condizioni conferma che tra sette giorni potrà tornare a difendere i pali della porta giallorossa. Magari, già nella partita del “brunch domenicale” contro il Parma. Sarebbe un mezzo miracolo, soprattutto se si ripensa al momento dell’infortunio. Minuto novantuno della disgraziata partita contro il Brescia: l’arbitro Russo con il rigore inventato e l’espulsione (altrettanto inventata) di Mexes sta condannando la Roma alla sconfitta. L’albanese Kone si lancia in contropiede nella prateria lasciata dai giallorossi alla ricerca del pari, Julio Sergio esce alla disperata e travolge l’avversario. Ma è lui ad avere la peggio. Gli ultimi secondi di partita sono eroici. Con il portiere brasiliano che resta in campo con la caviglia fasciata e in lacrime per il dolore e la rabbia. Si teme il peggio, ma per fortuna gli esami clinici del giorno successivo escludono lesioni gravissime. Il comunicato della società parla di “distrazione del legamento peroneo-astragalico anteriore della caviglia destra e una infrazione della regione mediale dell’astragalo”. Ovvero una microfrattura.
Era il 23 settembre, domenica sarà il 24 ottobre. Un mese esatto dopo l’infortunio. A Parma, Julio Sergio potrebbe essere in grado di tornare titolare. Lo deciderà Ranieri che, con le convocazioni di ieri (out Vucinic, Menez e De Rossi), ha confermato che non rischia giocatori che non siano al meglio della forma. Ma su Julio Sergio il tecnico giallorosso è stato chiaro: «E’ a disposizione come terzo portiere, per cui i suoi tempi di recupero stanno alla fine». Se starà bene, dunque, giocherà. Perché quello del portiere è un ruolo particolare nel quale c’è bisogno di sapere chi è il primo e chi il secondo. «Per una tranquillità psicologica sanno chi è il titolare» ha detto Ranieri in conferenza. E al momento il numero uno è lui.
Per il portiere giallorosso non è il primo infortunio da quando si è tolto di dosso l’etichetta di miglior terzo portiere del mondo. Lo scorso anno, era il 4 ottobre, si fece male contro il Napoli. Un problema muscolare che lo costrinse a star fuori più di un mese, fino all’8 novembre per la trasferta di San Siro con l’Inter. Altro crac a febbraio nell’andata della partita con il Panathinaikos, tre settimane out fino al 6 marzo, quando tornò contro il Milan. Un problemino anche in ritiro lo costrinse a saltare la Supercoppa, per poi giocare la prima di campionato contro il Cesena. In tutti e tre i casi è ripartito subito al meglio. Ma stavolta è diverso.
Perché non è un problema muscolare, ci sono di mezzo i legamenti e le ossa. Ma lui non ha ugualmente dubbi: «Sto bene, rientro tra na settimana». Magari non sarà al top da subito, magari andrà meglio contro il Lecce e ancora di più contro la Lazio di un certo Floccari. «Se gli paro un altro rigore? Speriamo».