De Rossi «Anno orribile Ma è una nuova epoca»

Il Romanista – «Questo è solo il buongiorno di una nuova epoca». Un’epoca iniziata con De Rossi con la fascia da capitano al braccio. Ma non è bastato ed è arrivata la sconfitta, l’ennesima di un 2010 ancora senza successi per l’Italia. Eppure, Daniele non fa un dramma del ko di martedì contro la Costa d’Avorio della prima nazionale targata Cesare Prandelli. Il problema, semmai, sono quelle al mondiale sudafricano che hanno determinato l’indecorosa eliminazione nel girone:

«Sì, è un anno orribile – ammette De Rossi -. Perdere fa sempre male, e lo fa ancora di più se vieni da altre sconfitte. E’ così per la critica, figurarsi per noi. Ma le sconfitte di giugno erano di tutt’altro stampo, questa volta è andata male contro una squadra fisicamente bestiale, e noi abbiamo fatto anche buone cose. È presto per fare drammi, dobbiamo tutti capire che questo è solo il buongiorno di una nuova epoca. Servono due anni per dare un giudizio definitivo»

E ancora:

«Non c’è da preoccuparsi più di tanto per una sconfitta ad agosto, quando anche tante squadre di serie A perderebbero contro una qualsiasi formazione slovacca…»

Un lapsus. Evidentemente quel 3-2 subito all’Ellis Park dalla Slovacchia non lo ha ancora digerito. Ma almeno lui, a differenza di tanti compagni d’avventura, ha la possibilità di cancellarlo continuando a vestire l’azzurro. Di più, di farlo da uomo simbolo della possibile rinascita del calcio italiano. E’ per questo che martedì ha lottato per 90 minuti nonostante una condizione fisica non perfetta per le sole due settimane di allenamento nelle gambe. Vuole prenderla per mano questa Italia, adesso e soprattutto quando conterà di più, quando ci saranno i tre punti in palio. Il primo appuntamento con le qualificazioni europee è fissato per il 3 settembre a Tallin contro l’Estonia:

«Non sono disperato per quella data – prosegue De Rossi -. Crescerà la condizione, e anche se non sarà al cento per cento, dovrà bastare, visti gli avversari»

E’ vero, la qualificazione per Polonia-Ucraina 2012 non è un’impresa impossibile in un girone in cui la Serbia (le altre sono Slovenia, Irlanda del Nord, Estonia e Far Oer) è la vera rivale. Prandelli è ripartito affidandosi ai colpi di Cassano e Balotelli.

«Fantasia? È quel che volevano tutti – dice Danielino – è quel che chiedeva la gente. C’è una nuova gestione, altre scelte. Non che prima i giocatori non fossero buoni, però… Cassano ha corso, ha fatto buone cose, si è impegnato. Come tutti»

Basterà per risollevarci dalla batosta mondiale?

«Ora lo diciamo tutti, il calcio italiano è in crisi – conclude De Rossi – È difficile che i calciatori italiani finiscano. Però bisogna cercarli e trovarli, aspettarli, e non criticarli al primo errore»

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