Prad?: “Ecco i frutti di 3 anni di lavoro”

Le dichiarazioni di Daniele Pradè, direttore sportivo della Roma, a ‘Radio Anch’io lo Sport’.
"La Roma ha dimostrato di essere maturata, ha vissuto anche dei momenti senza il bel calcio di oggi. Ma siamo più attenti, cresciuti mentalmente, lavoriamo assieme da 3 anni. La partita col Napoli è la dimostrazione di tutto questo. La partita del Bernabeu può venire facile a una squadra come la nostra, le motivazioni sono tante, contro un grande avversario. Ieri doveva essere una conferma a tre giorni di distanza. Avevo dei timori che non ci fossero abbastanza motivazioni. In uno stadio pieno e senza nostri tifosi. Ora Ho capito che possiamo fare davvero cose importanti. Noi programmiamo seriamente all’inizio dell’anno, ogni tipo di investimento che facciamo viene studiato bene. Decidiamo con l’allenatore quali giocatori prendere. Lui non ti chiede un grande nome, lavora sul campo e sposa il progetto della società. Siamo contenti di come lavoriamo. Dall’inizio della stagione stiamo lavorando per la prossima. Abbiamo le idee ben chiare. Le dichiarazioni di De Rossi ("Le vittorie dell’Inter non dipendono dalla Roma. E neppure dall’Inter…")? Ho sentito quello che ha detto Daniele. Ero lì. Poi ha detto che non si era spiegato bene". Totti e i record. "Totti fa bene al calcio. Identifichi in lui il valore di una maglia. Come Maldini per il Milan. Francesco rappresenta il valore dell’identità, che è quel qualcosa che ti fa dare di più in campo. Oggi conta molto di più il collettivo. E abbiamo una romanità, ce la sentiamo nostra. Ma anche gli altri se la mettono addosso. Panucci, Mexes che è romano, non è francese". Sugli arbitri. "Di arbitri bravissimi a livello internazionale ce ne sono pochi. Ne dovremmo parlare sempre molto meno. Io dico sempre di non considerare l’arbitro un fattore determinante. Ci devono essere anche gli aiuti tecnologici perchè il calcio è più veloce". Champions, chi vorrebbe ai quarti? "Ci sono due squadre più deboli: Schalke e Fenerbahce. Ma vorrei evitare il Manchester, per un fattore scaramantico. Le altre vanno bene. Ora ci temono".