La Roma si affida ai propri giocatori di maggiore esperienza

I giocatori, quando si sentono definiti senatori, la prendono male. Come fosse un’offesa. Come a dire: il senatore é colui che ha privilegi, che comanda. Questo é sbagliato. Senatore é chi fa valere la sua esperienza, spesso é un leader, uno ascoltato pi๠di altri, uno che, insomma, conta. Dzeko, Kolarov e Manolas, ad esempio, sono tre senatori della Roma, per classe, per militanza, per esperienza.

Ecco, tre giocatori come questi, e in momenti come questi, possono e devono dare qualcosa di pià¹, non solo dal punto di vista sportivo, ma nei comportamenti. Ciಠche é successo marteda a Termini, prima della partenza per Firenze, tra Manolas-Kolarov, in quel dialogo con alcuni tifosi, é da censurare. E non per prendere per forza le parti dei tifosi, ma perchà© non é normale reagire in quella maniera solo perchà© un tifoso – incavolato – ti invita a “svegliarti”.

Stasera, una buona parte dell’Olimpico risponderà  a Manolas e Kolarov in un clima che si respira che non é invitante. I giocatori sanno perfettamente come basti poco per far girare di nuovo il vento nella direzione giusta. Che dire di Dzeko, invece? Edin é coccolatissimo, a Termini lui aveva preso anche applausi. Ma l’essere senatore non ti deve portare a comportarti come ti sei comportato al Franchi. Un giocatore della sua esperienza deve essere pi๠responsabile. Il senatore/leader ti deve aiutare a superare le difficoltà , non spingerti in discesa.

(Il Messaggero, A. Angeloni)

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