Di Francesco studia per la sua Roma il modulo adatto

Sarà  la rosa lunga o forse la necessità , strada facendo, di dover trovare l’assetto migliore. Cosa che, inevitabilmente, ha portato Eusebio Di Francesco (per sua stessa ammissione) a provare uomini e soluzioni diverse. Ma se le previsioni della vigilia saranno confermate, quella che domani dovrebbe essere la formazione titolare contro il Viktoria Plzen sarà  la nona Roma in nove partite. Nel senso che non ce n’é mai stata una uguale, tra rotazioni degli uomini a disposizione del tecnico e modulo tattico.

IN CAMPO Questo a dimostrazione di un’identità  definitiva che la Roma sta ancora cercando, per poi lavorarci su e mettere le cose definitivamente a posto. Le vittorie con Frosinone e Lazio, da questo punto di vista di certo aiutano. Ma anche Di Francesco sa che tutti i problemi non é che d’incanto siano risolti. Bisogna continuare a lavorare. Sempre pi๠forte, sempre pi๠duro. E alla fine anche l’identità  verrà  fuori. Per ora, il 4-3-3 che Di Francesco potrebbe rispolverare domani é stato utilizzato una sola volta per 10/11, contro il Chievo.

Unica eccezione, l’utilizzo in quell’occasione al centro della difesa di Juan Jesus al fianco di Manolas, mentre domani vicino al greco ci sarà  di nuovo Fazio. Se, invece, dovesse essere 4-2-3-1, allora vicino a Nzonzi potrebbe andarci a giocare Lorenzo Pellegrini, mentre da trequartista centrale (alle spalle di Dzeko, la punta) verrebbe schierato Cristante, che quel ruolo lo ha fatto anche nella scorsa stagione con l’Atalanta. Questa sarebbe un inedito assoluto, dovuto anche alle assenze forzate (De Rossi e Pastore, entrambi di ritorno dopo la sosta per le nazionali), considerato che quando Di Francesco ha giocato con i due mediani in quella casella del campo ha sempre utilizzato De Rossi e Nzonzi.

L’ALTERNANZA Finora, nelle otto partite giocate finora dalla Roma (sette in Serie A e una in Champions League) Di Francesco é partito in cinque occasioni con il 4-3-3 (il suo modulo di riferimento), una con il 3-4-1-2 (in casa del Milan, a San Siro) e due con il 4-2-3-1, proprio contro Frosinone e Lazio, le ultime due vinte all’Olimpico. Gli interpreti, perà², sono sempre cambiati, appunto. E cosa dovrebbe essere in assoluto anche domani. poi, strada facendo, prima o poi ci sarà  anche maggiore stabilità . Anche se poi, quel che conta, é battere domani il Plzen.

(Gazzetta dello Sport, A. Pugliese)

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