Javier Pastore, l’uomo in più della Roma


Due gol, due colpi di tacco e la stessa porta: Javier Pastore ci ha preso gusto e ieri ha messo a segno un gol fotocopia di quello realizzato contro l’Atalanta. L’ex Psg ha giocato nel ruolo di trequartista, con i bergamaschi invece era stato schierato esterno d’attacco a sinistra: la differenza sta nel fatto che contro la squadra allenata da Gasperini, dopo il gol, l’argentino aveva giocato al di sotto delle sue possibilità; con il Frosinone, invece, Pastore non si è mai spento, restando sempre in partita.

Al rientro dall’infortunio, Di Francesco lo ha risparmiato a Bologna facendolo subentrare solo a partita in corso, mentre ieri è rimasto in campo 67’ dando ampi segnali di ripresa: «Il ruolo di trequartista è quello che preferisco, ho preso tanti palloni tra le linee perché mi piace far giocare gli attaccanti».

MODULO AD HOC – Un messaggio chiaro all’allenatore che durante la preparazione estiva lo ha sempre schierato mezzala, poi a campionato iniziato non è mai riuscito a trovargli una collocazione soddisfacente per via dello scarso rendimento della squadra. Il 4-2-3-1 sembra il modulo più adatto ai giocatori acquistati da Monchi e Di Francesco se ne sta rendendo conto: «Bisogna ancora lavorare e conoscerci meglio. Sono contento perché lì davanti ho tre attaccanti forti, tra cui anche Dzeko e Perotti che non hanno giocato. Abbiamo sempre occasione di creare, ho tante possibilità di fare gol e uno-due».

La condizione fisica ritrovata aiuterà Pastore ad aumentare in rendimento in partita: «Durante la sosta ho sentito un sovraccarico sul polpaccio, avevamo lavorato tanto anche con l’amichevole a Benevento. L’allenatore e i dottori mi hanno portato a una buona condizione, poco a poco le partite ti danno ritmo. Oggi (ieri ndc) stavo un po’ male di stomaco, per quello non ero al top». Sabato alle 15 l’argentino toccherà con mano cosa vuol dire giocare il derby di Roma: «Questa partita si sente tantissimo anche se siamo da quattro giorni a Trigoria. Dobbiamo fare molto di più di quello che abbiamo fatto e vincerlo perché per il club e i tifosi è molto importante».

(Il Messaggero, G. Lengua)


Lascia un commento