Di Francesco di fronte ad un bivio, serve il coraggio di cambiare

C’é un’unica certezza: la squadra di Roma-Barcellona non esiste pià¹. Nel gioco, negli uomini, nella spina dorsale. Perchà© metà  di quel gruppo di big che l’ha trascinata – Alisson, Nainggolan, Strootman – é partito. Le loro «imbruttite», l’esperienza, la leadership non torneranno pià¹. Un errore averli ceduti? Forse. Ma ancor pi๠sbagliato sarebbe passare le prossime trentaquattro giornate di campionato […] a piangere il lutto. […]

Ma nessuno – i giocatori pi๠esperti cosa come i ragazzi – ha quelle caratteristiche calcistiche e di personalità . Per questo motivo siamo a un bivio: si puಠinsistere con una squadra ibrida fatta di quel che resta dei senatori – visibilmente intristiti, a tratti stanchi, a volte rassegnati.[…] Oppure si puಠtentare la rivoluzione: hai investito sui giovani e allora tocca ai giovani. Con la loro sfrontatezza (finchà© dura), con l’inesperienza ma pure con l’entusiasmo.

Se Dzeko é stanco, gioca Schick. Se cambi mezzala, entra Zaniolo. Se Kolarov arranca, tocca a Luca Pellegrini. Se le ali si afflosciano, a Kluivert. Tutti insieme? Anche, se serve. Le prenderai? Le prenderanno? Possibile. La prima volta. Forse pure quella dopo. […] Di Francesco lo ha saputo fare da maestro, prima di arrivare qui. […] Comunque vada, non farà  mai pi๠male di un pareggio contro il Chievo che ti ha messo alle corde con una sola arma: l’inerzia.

Fonte: Corriere della Sera (P. Di Caro)

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